Nocciolino, il cane orfano percorre 60 km per tornare a casa

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Nocciolino attende un padrone a Norcia. Il sindaco Nicola Alemanno assicura «faremo di tutto perché questo cane che ha intenerito l’Italia sia trattato bene, controllato e che sia in salute. E l’auspicio è che si faccia avanti una famiglia di Norcia, dove ha mostrato di voler vivere».

Commuove la storia di questo cagnolone che nessuno riesce a strappare alla libertà. Simbolo e mascotte di una terra che non vuole arrendersi al sisma, questo meticcio dal pelo del pastore maremmano e dal cuore dell’agnellino, ha percorso 60 chilometri per tornare a Norcia, dove aveva scelto di vivere all’indomani della grande scossa di terremoto del 30 ottobre 2016.

Undici anni. Sei li aveva vissuti felicemente nella frazione di Tediano col suo padrone, ma libero. Mai avuto recinto. Mai guinzagli o catene. Nel 2013 il padrone è morto. E lui si era fatto più solitario. Sempre libero, appariva e spariva. Come un fantasma triste. Poi c’era stata la «botta». E Nocciolino, invece di fuggire si era trasferito tra i militari che aiutavano Norcia a rivivere. Ma poi lo avevano catturato. A tradimento, con una puntura. E portato a Foligno. Reso adottabile, lo aveva scelto una famiglia che voleva portarlo a Cesena. Ma, nato libero, Nocciolino non può vivere rinchiuso. E come tutti i terremotati soffre lontano dalla sua terra.

Ha preso a cuore la sua vicenda un commerciante di Monteleone di Spoleto, Stefano Proietti. Aveva previsto la fuga. E ora chiede al Comune di trovare una soluzione: magari la cittadinanza onoraria. O un lasciapassare per la libertà. Se ne è occupata la giunta ieri, malgrado i problemi enormi della ricostruzione. «Purtroppo non si può — ha concluso Alemanno —. Il cane sembrerebbe aver avuto problemi di salute. Occorre fugare il rischio della rabbia. Non ha mai fatto del male, ma se mordesse un bambino? Se ne occuperà la Asl. Lo controllerà e poi lo darà in adozione. Speriamo che intanto si faccia avanti qualcuno per dargli una casa proprio qui, a Norcia». Ma Stefano Proietti avverte: «Attenzione a costringerlo ancora. È un cane di 11 anni. Che vive libero da sempre. Non ha mai fatto del male ma se catturato ancora e rinchiuso potrebbe diventare aggressivo o morirne».

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