Pensioni, le novità del 2019

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“Mattarella ha parlato di lavoro e pensioni” nel suo discorso di fine anno, “noi abbiamo messo 20 milioni di euro per smontare la Fornero e restituire dignità ai giovani”. A rivendicarlo è Matteo Salvini. Che poi aggiunge: “Avevo promesso che avremmo cambiato la Fornero, l’abbiamo fatto. Avevo promesso di abbassare le tasse, abbiamo avviato la flat tax. Siamo impegnati a ridurre le tasse, abbiamo è solo l’inizio, così sulla pace fiscale abbiamo messo un primo mattoncino”.

Sulle pensioni, nonostante rimanga l’attesa sul provvedimento di Quota 100 e sulle norme per l’uscita anticipata con 62 anni di età e 38 anni di contributi, dal primo gennaio ci sono diverse novità che sono entrate in vigore.

Si parte col cambio della perequazione per gli assegni: fino a tre volte il minimo (1.522 lordi al mese) il recupero è totale, invece per quelle superiori sono calcolati dei recuperi calanti dal 97% al 40% dell’inflazione. Per quanto riguarda invece gli assegni di un valore superiore ai 100mila euro lordi annui, questi per cinque anni verranno ridotti del 15% per la parte eccedente i 100.000 fino a 130.000 euro; del 25% per la parte tra i 130.000 euro e i 200.000 euro; per il 30% per la parte eccedente 200.000 euro fino a 350.000 euro; del 35% tra i 350.000 euro e i 500.000 euro e del 40% per la parte eccedente 500.000 euro. Il taglio non varrà però sugli importi interamente in regime contributivo.

Una volta approvato il decreto sulle pensioni, verrà poi bloccata l’aspettativa di vita e si potrà andare in pensione con 42 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall’età, ai quali si aggiungeranno tre mesi di finestra mobile quindi di fatto con 43 anni e un mese di contributi, con un vantaggio di soli due mesi.

I requisiti per la pensione di vecchiaia aumentano di cinque mesi e si andrà in ritiro anticipato solo se si hanno almeno 43 anni e tre mesi di contributi (42 anni e tre mesi le donne).

Come ricostruisce Il Messaggero, poi, inizia la sperimentazione per tre anni di Quota 100 con la facoltà di uscire in anticipo ma con il divieto di cumulo con l’attività lavorativa fino all’età di vecchiaia. Sulla proroga dell’Ape sociale e dell’opzione donna poi l’esecutivo starebbe studiando la possibilità di continuare con questa misura.

Potrebbe arrivare poi l’opzione per coloro che rientrano interamente nel regime contributivo di riscattare i “periodi per i quali non sussista obbligo contributivo” (come ad esempio i congedi parentali).

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