Perché si ritorna a parlare di voucher

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Il decreto Dignità apre la strada al reintegro dei voucher. Gli strumenti dovrebbero sostituire il libretto famiglia e il contratto di prestazione occasionale introdotti dal governo Gentiloni che si sono rivelati un flop, come sottolinea il Sole24Ore

A volerli sono soprattutto i ministri leghisti, in primis quello dell’Interno, Matteo Salvini, e quello dell’Agricoltura, Gianmarco Centinaio. “I voucher per la stagionalità vanno reintrodotti, in primis nel settore agricolo”, ha dichiarato il vicepremier Salvini. Gli ha fatto eco Centinaio: “I voucher in agricoltura? Servono, e il mio obiettivo è reintrodurli”.

Il no della Cgil

Dalla Cgil arriva un netto stop. “La Cgil è assolutamente contraria all’ipotesi di reintroduzione dei voucher, contro cui continuiamo la nostra iniziativa. I voucher non sono uno strumento utile, in particolare in agricoltura”, ha dichiarato Susanna Camusso, segretario generale della confederazione che, nel 2017, si mobilitò con successo per frenare l’esplosione del ricorso ai buoni lavoro.

Centinaio: “L’alternativa è il lavoro nero”

“Sono fondamentali – ha spiegato Centinaio – E tutte le associazioni di categoria sono d’accordo. Con Di Maio ne discuteremo ma ho già spiegato che a me non interessa falsare i dati sull’occupazione, facendo figurare tra gli occupati anche coloro che lavorano con i voucher. Non mi interessa dire che con i voucher in agricoltura avremmo 50 mila occupati in più. Mi interessa garantire la produzione anche con lavori occasionali, purché legali, con contributi e tutele. Anche perché l’alternativa è il lavoro nero”.

E lo strumento andrebbe introdotto “anche nel turismo. Tantissimi operatori del settore si lamentano da quando Renzi e Gentiloni, li abolirono”. Per evitare le truffe, poi, basterebbe una regola semplice, spiega il Ministro: “Quando si acquistano i voucher dovrebbe essere indicato, oltre al nome del lavoratore, anche il giorno e l’orario di utilizzo. Le truffe cesserebbero immediatamente”.

Perché reintrodurli

Presenti nel “contratto per il governo del cambiamento” siglato da Lega e Movimento 5 stelle, i voucher, riporta Business Insider, erano rimasti fuori dal “decreto dignità” disegnato dal ministro Luigi Di Maio e appena approvato dall’esecutivo.

Tuttavia, la mattina del 3 luglio, il ministro del Lavoro Di Maio ha aperto a una loro reintroduzione in alcuni ambiti. Dello strumento dei voucher, ha detto Di Maio, “si è abusato tra il 2015 e il 2016 all’inverosimile”, con “record indegni”, mentre era nato per alcuni lavori, come quelli domestici, colf e badanti, e in alcuni casi in agricoltura.

“Se il tema è questo se ne può discutere – ha concesso – se invece si vuole reintrodurre i voucher come hanno fatto Renzi e i suoi amici allora no, perché lì si pagavano pure gli ingegneri e gli avvocati”. “La cancellazione totale dei voucher – si legge nel contratto di governo tra Lega e M5s – ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresenta, invece, uno strumento indispensabile”.

“50 mila posti di lavoro da recuperare”

Secondo la Coldiretti, “con il ritorno dei voucher circa 50 mila posti di lavoro occasionali possono essere recuperati con trasparenza nelle attività stagionali in campagna dove con l’estate sono iniziate le attività di raccolta e presto ci sarà la vendemmia”.

I voucher, spiega la Coldiretti, “erano stati introdotti per la prima volta in via sperimentale nel 2008 per la vendemmia proprio per le peculiarità dell’offerta di lavoro nelle campagne. Nel corso degli anni successivi l’agricoltura è stata l’unico settore che è rimasto praticamente fedele all’originaria disciplina ‘sperimentale’ con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati e studenti) a differenza di altri settori. Non è un caso che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 senza gli abusi che si sono verificati in altri settori”.

“Giovani pronti per la vendemmia”

Secondo i dati forniti dalla Coldiretti, “in agricoltura sono stati venduti nell’ultimo anno prima dell’abrogazione circa 2 milioni di voucher, più o meno gli stessi dei cinque anni precedenti pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro che hanno aiutato ad avvicinare al mondo dell’agricoltura giovani studenti e a mantenere attivi molti anziani pensionati nelle campagne”.

“Ora – chiosa la Coldiretti – occorre fare presto poiché l’estate coincide con il periodo di maggior impiego di lavoro nelle campagne a partire dalle attività di raccolta di verdura e frutta come albicocche o pesche, fino ad arrivare alla vendemmia che si concentra nel mese di settembre e secondo un sondaggio Coldiretti/Ixé il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta. I voucher sono uno strumento positivo per l’economia e il lavoro dei territori interessati ma sono anche validi nel favorire l’emersione del sommerso”.

Voucher e libretto famiglia, le differenze

Uno degli obiettivi dei voucher lavoro era far emergere e regolarizzare le così dette prestazioni occasionali, allora tipicamente remunerate in nero. E cioè tutti quei lavori che per il loro grado di saltuarietà e breve durata non possono essere ricondotti a contratti di lavoro veri e propri. Con i voucher infatti il lavoratore occasionale si vedeva riconosciuti i contributi Inps. E il datore di lavoro viene protetto dall’assicurazione Inail sugli infortuni sul lavoro.

All’inizio i voucher avevano un ambito di applicazione molto limitato, e ogni lavoratore poteva ricevere attraverso questo tipo di remunerazione al massimo tremila euro l’anno. Col tempo, diversi provvedimenti ne hanno allargato l’utilizzo a quasi tutti i settori. E la remunerazione massima è arrivata a settemila euro l’anno.

Con il governo Gentiloni sono arrivati il Libretto famiglia e il Contratto di prestazione occasionale. Il libretto famiglia è dedicato, appunto, alle famiglie. Permette di remunerare i piccoli lavori domestici, l’assistenza ai bambini e agli anziani e le lezioni private supplementari. Mentre per quanto riguarda il contratto di prestazione occasionale, le prestazioni ammissibili sono definite dai limiti posti ai settori, alla durata della prestazione e all’importo complessivo annuale che può essere corrisposto e ricevuto con questa tipologia di remunerazione.

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