Pericondrite, cos’è? Sintomi, rimedi naturali, cure, antibiotico, cause

Tratteremo oggi di un’infezione che colpisce il tessuto che riveste la cartilagine esterna dell’orecchio (padiglione auricolare): la pericondrite.

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La pericondrite insorge a causa di un’infiammazione dei tessuti circostanti (otite, dermatiti ed altre). Quest’infezione, se non trattata in tempo e sufficientemente, può avere gravi conseguenze, quali la condrite (infiammazione delle cartilagini) o la comparsa di tremende cicatrici.

Passiamo ad analizzare, dunque, i sintomi, le cause e le terapie più efficienti per porre fine al dolore e ai possibili esiti negativi che questa sepsi comporta.

I sintomi e le cause della pericondrite

Come osservato in precedenza, la pericondrite ha origine dalla nascita e dall’espansione di suppurazioni a questa circostante.

La zona che, tendenzialmente, la pericondrite va a colpire è quella del padiglione auricolare. Dunque, le cause scatenanti sono spesso coincidenti con l’otite, foruncoli interni al padiglione, punture d’insetto, ustioni, chirurgia all’orecchio medio e sovrainfezione di un otoematoma (raccolta di liquido sieroso all’interno del padiglione auricolare).

Gli individui, con sistema immunitario debilitato o affetti da patologie come il diabete, la granulomatosi con poliangioite e policondrite recidivante, sono fortemente predisposti alla contrazione della pericondrite.

Le prime avvisaglie dell’insorgere dell’infiammazione concernono l’iperermia (presenza eccessiva di sangue nei vasi), dolore e gonfiore nella parte del corpo infettata. Tali primi sintomi sono seguiti da febbre e formazione di pus. Quando il pus blocca l’affluenza del sangue o sostanze alla cartilagine, il pericondrio si distacca dal tessuto di cartilagine.

La rimozione del pericondrio implica una necrosi avascolare ossia la scomparsa o deformazione della zona infetta.

Se parliamo specificamente di pericondrite dell’orecchio esterno, i segnali più diffusi sono dolore intenso all’orecchio, arrossamento e febbre. Anche in tal caso, può sopraggiungere un pericoloso accumulo di materiale purulento fra pericondrio e cartilagine.

Quando questo tipo di pericondrite non è opportunatamente curato, lo scheletro  cartilagineo si sforma, generando le comunemente note orecchie a cavolfiore.

Diagnosi e cura

Generalmente, nel momento in cui si è sicuri di essere stati colpiti da pericondrite, ci si può rivolgere a un medico, professionista che potrà riconoscere se il male che vi ha colpiti è effettivamente la famigerata infiammazione o no.

Ovviamente, una suppurazione di tal genere non è da prendere sotto gamba. E’ piuttosto noto che la pericondrite può non solo rendere deformi, ma anche determinare la perdita dell’udito.

Il medico prescrive, di norma, una terapia basata sull’uso di antibiotici. Questi farmaci saranno scelti a seconda della serietà della malattia. In base all’esito successivo al primo approccio con un dato antibiotico, potrà essere stabilito come procedere col trattamento.

Oltre all’antibiotico, la norma ordinaria include la distribuzione di analgesici per alleviare il dolore o di farmaci immunosoppressori finalizzati ad attenuare l’infiammazione.

In casi più gravi, può essere necessario un intervento chirurgico per prevenire deformazioni e complicazioni.

Per quel che concerne i rimedi naturali, questi sono piuttosto limitati e ordinariamente riservati solo quando la causa della pericondrite coincide con la presenza di oggetti esterni.

Uno dei più conosciuti, utilizzato anche dai medici per rimuovere eventuali oggetti rimasti all’interno del padiglione (orecchini, piercing o schegge) è l’applicazione di pacchi d’acqua calda sulla superficie contagiata, avente come scopo la riduzione degli accessi.

 

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