Quando si vota per il Presidente della Repubblica?

A gennaio, l’Italia deve eleggere un nuovo Presidente della Repubblica in un rituale equivalente a un conclave papale: i probabili contendenti stanno già emergendo ma non ci sono certezze in queste elezioni – soprattutto quando ci sono complicazioni riguardanti il favorito, Mario Draghi.

Presidente della Repubblica: il rituale

Il 4 gennaio 2022 il Presidente della Camera dei Deputati convocherà una sessione congiunta del Parlamento. Questo mette in moto il più grande rito istituzionale italiano: l’elezione di un nuovo Presidente della Repubblica.

Il Presidente rimane in carica per sette anni e ha ruoli importanti in relazione alla nomina dei primi ministri e alla ratifica della legislazione.

In totale, 1.009 persone si affollano nella Camera dei Deputati, dove sono allestite quattro cabine elettorali. Sono 630 i Deputati, 321 i Senatori e i 58 delegati delle 20 Assemblee Regionali italiane.

Gli elettori sono chiamati in ordine alfabetico, consegnano una scheda elettorale ed entrano in una cabina per votare. Non ci sono nomi sulla scheda elettorale. Gli elettori possono votare per chiunque soddisfi i criteri di cui all’articolo 84 della Costituzione: devono avere almeno 50 anni e avere la cittadinanza italiana. Devono inoltre essere registrati per votare e non essere in prigione o soggetti ad altre misure preventive.

La sessione congiunta continua fino all’elezione di qualcuno. Questa può essere un’operazione lunga.

Dopo aver scritto il nome di loro scelta sulla scheda elettorale, gli elettori mettono la carta in un’urna. Al termine della votazione, il Presidente legge il nome su ogni scheda elettorale e il voto viene conteggiato. L’intero processo richiede da quattro a cinque ore.

Nei primi tre turni di votazione, è necessaria una maggioranza di due terzi per vincere le elezioni. È quindi raro che i candidati abbiano successo in questa fase, a meno che non esista un ampio consenso tra i partiti in anticipo.
Solo il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola (1947), Francesco Cossiga (1985) e Carlo Azeglio Ciampi (1999) vinsero al primo scrutinio.

Quando si vota per il Presidente della Repubblica?

 Il mandato di Sergio Mattarella scade il 3 febbraio.

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Roberto Fico, il 4 gennaio 2022, ha inviato la lettera per convocare il Parlamento in seduta comune:

la prima votazione per eleggere il nuovo presidente della Repubblica si terrà il prossimo 24 gennaio, alle 15.

I primi round sono di solito esercizi tattici utilizzati per testare la forza dei potenziali contendenti. C’è solo il tempo per uno, a volte due, turni di votazione ogni giorno. La sessione è talvolta sospesa per un giorno o due tra una votazione e l’altra, dando il tempo per il commercio di cavalli dietro le quinte.

Come stratagemma in stallo, a parte le schede bianche o viziate, gli elettori spesso votano per candidati ridicoli. Nomi come Francesco Totti o Sophia Loren sono apparsi in passato. Nel 2013, una scintilla non così brillante ha persino votato per un capo della ‘ndrangheta.

Dal quarto turno in poi, le cose si fanno serie, poiché è richiesta solo la maggioranza semplice. In questa fase è stato raggiunto un accordo per la scelta di quattro presidenti. Si tratta di Luigi Einaudi (1948), Giovanni Gronchi (1955), Giorgio Napolitano (2006) e Sergio Mattarella (2015).

La mancanza di consenso a questo punto significa che le cose potrebbero trascinarsi. Nel 1962 ci vollero nove turni di votazioni per eleggere Antonio Segni,16 furono necessari per Sandro Pertini nel 1978 e Oscar Luigi Scalfaro nel 1992, 21 per Giuseppe Saragat nel 1964 e 23 per Giovanni Leone per zoppicare sul traguardo nel 1971.

Questo dramma estenuante, con le sue trattative segrete e gli intrighi, ha quasi la sensazione di un conclave papale; dopotutto, il vincitore può vivere nell’ex palazzo dei Papi, sul Quirinale.

 

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