Racconto di una viaggiatrice e blogger food

Viaggiare per il mondo è la sua passione ma soprattutto imparare nuove ricette e condividerle con i suoi fan.

Di chi stiamo parlando? Di una blogger food il suo nome è Paola con il suo blog di ricette di ogni tipo, oggi ci racconta la sua avventura che l’ha portata fino in Giappone.

Ora lasciamo a lei il suo racconto da mozzare il fiato. Buona lettura a tutti voi.

Grazie a tutti iniziamo subito.

Con un certo rammarico parto da Tokyo per rientrare in Italia. Sull’aereo mi ritrovo a pensare agli splendidi giorni trascorsi, e come al solito mi metto a scrivere su un block-notes le sensazioni che ho provato. Le prime parole che mi vengono in mente, se penso alla Terra del Sole nascente, sono: precisione, ordine, rispetto, spiritualità, natura, bellezza. Un paese che riserva immense sorprese, dove la modernità affianca la tradizione, dove le luci sgargianti al neon della città contrastano i colori più freschi della natura. Sì, perché il Giappone non è solo fatto di tecnologia, lavoro e progresso, ma ha anche una parte un po’ più nascosta, ma molto sentita, la sfera che racchiude cultura, tradizione e religione.

E così come il Giappone anche i giapponesi sono “double face”. Riescono a stupire per la loro precisione da come si mettono in fila uno dietro l’altro per prendere la metro o per aver pensato a delle “smocking areas” per strada (al di fuori di queste zone è severamente vietato fumare per una questione di rispetto verso gli altri). Ma poi questo loro aspetto un po’ “robotico” svanisce e si trasformano in buoni samaritani, pronti a dare una mano quando un turista si perde e dimostrano un profondo attaccamento verso la natura, arrivando anche a celebrarla. La fioritura dei ciliegi è uno dei momenti più importanti per il Giappone, e così fra fine marzo ed inizio d’aprile organizzano “hanami” cioè veri e propri pic-nic sotto gli alberi fioriti per poterli ammirare in tutta la loro bellezza e poter celebrare l’arrivo della primavera.

Il Giappone è anche famoso per la sua cucina, molto sana e povera di grassi, dove i pilastri sono pesce e riso, basti pensare alla sua pietanza più nota: il sushi! E anche i giapponesi hanno il culto del cibo, ma il primo senso ad entrare in gioco a tavola è la vista, mentre per gli occidentali e soprattutto per noi italiani è sicuramente il gusto. I loro piatti sono aggraziati ed armoniosi, tutto è preciso e pensato, sashimi

dall’equilibrio delle forme agli accostamenti colorati, insomma una cucina creata per essere vista e poi mangiata a piccoli bocconi. Tutte le pietanze sono di piccole dimensioni e forma, oppure tagliate prima di essere servite, perché a far parte di questo gioco ci sono loro: le bacchette. Ovviamente anche per i giapponesi è importante il gusto, ma ai nostri palati risulta molto differente perché tendono a consumare pesce e verdure crudi, per preservare il più possibile la purezza di ogni alimento esaltandone il sapore. Il tutto sempre accompagnato con del riso scondito in una ciotolina e delle salse a parte.

Qualcosa di magico è il loro rapporto con il tè. Esiste proprio una cerimonia dedicata a questa bevanda calda, che simboleggia convivialità e condivisione. Tè matcha, così si chiama il tè tradizionale, verde come il muschio, colore preso dalle foglie ridotte in polvere per poi essere sciolte nell’acqua calda, servito rigorosamente senza dolcificanti. Ma non temete, tutto è pensato! Il sapore amaro del tè viene bilanciato alla perfezione dalla dolcezza di una fetta di torta o di una specie di raviolo dolce a base di riso contenete un fagiolo di soia all’interno. Si tratta quindi di un’offerta sofisticata, dove ogni cosa è ponderata, un momento molto delicato in cui i proprietari della casa offrono una ciotolina, dalle decorazioni splendide in ceramica, con all’interno del tè. È una cerimonia che si ispira allo spirito dello ZEN e per questo motivo deve rispondere a quattro principi: armonia, rispetto, purezza e tranquillità, tutti valori che tendono al raggiungimento della serenità interiore.

ciliegiinfiore

Proprio perché contiene un significato profondo alla base, prima di bere questa bevanda i giapponesi sono soliti a dire due semplici parole “ichigo ichie” cioè “ogni volta un incontro”. In sostanza, amano credere che ogni volta che ci si ritrova davanti ad un tè accada qualcosa di unico ed irripetibile. Un po’ come lo è stato questo viaggio per me. Ho provato sensazioni uniche ed irripetibili, che solo i viaggi ti sanno regalare; ma parlo di quei viaggi in cui non si conoscono solo nuove culture e gastronomie, luoghi e lingue sconosciute, ma anche se stessi. Una ricerca introspettiva dove si riacquista un po’ di quella purezza infantile e si perde quella continua sensazione di irrequietezza degli adulti.

Grazie Paola una storia bellissima, anzi un’avventura tutta da provare.

Seguite Paola nelle sue avventure sul suo blog acquolinainblog.com  oppure sulla sua pagina facebook https://www.facebook.com/acquolina.in.blog/

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