Ravenna contro la morosità incolpevole: ecco i contributi al pagamento dell’affitto

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Per “morosità incolpevole” si intende quella particolare situazione in cui, per sopravvenute cause non imputabili all’inquilino, lo stesso locatario non è in grado di provvedere al pagamento del canone locativo. In genere, questa condizione si verifica a seguito della perdita, o della consistente riduzione, della capacità reddituale del nucleo familiare in questione.

Per far fronte a questa condizione di incolpevole, appunto, disagio economico di alcune famiglie ravennate e per sostenere il mercato delle case in affitto a Ravenna, il comune ha istituito un fondo d’assistenza ad hoc. Il contributo, che presenta limiti massimi a seconda delle diverse categorie di richiedenti, può essere richiesto, tramite presentazione dell’apposito modulo, fino al 31 dicembre 2019. Si tenga, comunque, a mente che, le domande pervenute saranno valutate dal servizio sociale associato a cadenza bimestrale.

Vediamo a chi si rivolge il bando promosso dal comune di Ravenna, quali sono i requisiti per accedervi e quale il valore per il singolo nucleo familiare. Prima di tutto, però, occorre capire con precisione quando si può parlare di “morosità incolpevole”.

Morosità incolpevole.

Cosa si intenda per morosità incolpevole, l’abbiamo già definito, ma quali sono le cause per le quali si può richiedere il contributo erogato dal comune di Ravenna? Elenchiamole, tenendo ben presente che il richiedente deve dimostrare la perdita o la consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare nei 2 anni precedenti la data di presentazione della domanda.

  • Perdita del lavoro per licenziamento;
  • Accordi aziendali o sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
  • Cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • Mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • Cessazioni di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
  • Grave malattia che limiti la possibilità di svolgere il proprio lavoro;
  • Infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.

Destinatari del contributo.

Il comune di Ravenna ha identificato differenti categorie di contribuenti che possono richiedere l’accesso al fondo per il sostegno al pagamento dei canoni di locazione:

  1. Inquilini nei cui confronti sia stato emesso un atto di intimazione di sfratto per morosità, con citazione per convalida per sanare la morosità incolpevole e contestuale rinuncia del proprietario all’esecuzione del provvedimento di rilascio;
  2. Locatari sfrattati o soggetti ad un provvedimento esecutivo di rilascio per ristorare la proprietà dei canoni corrispondenti alle mensilità di differimento necessarie per trovare un’adeguata soluzione abitativa;
  3. Inquilini sfrattati o soggetti a un provvedimento esecutivo di rilascio per morosità incolpevole, la cui ridotta capacità economica non consenta il versamento di un deposito cauzionale per stipulare un nuovo contratto di locazione;
  4. Locatari sfrattati che abbiano sottoscritto o debbano sottoscrivere un nuovo contratto a canone concordato.

Requisiti di accesso al fondo.

Possono avanzare richiesta di accesso al fondo gli inquilini, risultanti morosi incolpevoli, residenti nei comuni di Ravenna, Cervia e Russi che, alla data di presentazione della domanda, posseggano i seguenti requisiti:

  1. Cittadinanza italiana, cittadinanza di un Paese dell’UE, regolare titolo di soggiorno per i cittadini extra UE o accettata domanda di rinnovo;
  2. Presenza di un atto di intimazione di sfratto per morosità incolpevole con richiesta di convalida, di un provvedimento esecutivo di rilascio per morosità, essere stato sfrattato o nuovo contratto di locazione da sottoscrivere a canone concordato. Possono accedere anche gli assegnatari di alloggio di proprietà comunale destinatari di un provvedimento di sfratto in corso, se ricorrano le condizioni che definiscono la morosità incolpevole;
  3. Titolarità di un contratto di locazione di unità immobiliare non di lusso, ad uso abitativo, regolarmente registrato e residenza nell’alloggio in oggetto da almeno un anno;
  4. Non essere titolare (per tutti i componenti del nucleo) di diritti di proprietà, usufrutto, uso o abitazione su un alloggio ad uso abitativo sito nella Provincia di Ravenna, di altro immobile fruibile ed adeguato alle esigenze del proprio nucleo familiare;
  5. Reddito ISE non superiore ad € 35.000 o valore ISEE non superiore ad € 26.000;

 

Inoltre, possono accedere al bando anche i cittadini residenti nei comuni di Ravenna, Cervia e Russi che, durante il corso dell’anno 2017, ero in possesso dei requisiti definiti e abbiano ricevuto dal Servizio sociale associato o dai comuni citati, contributi per importi complessivi pari o inferiori al contributo previsto dalla presente disciplina. In questo caso, il contributo verrà erogato al richiedente solo per la cifra corrispondente alla differenza tra quanto già ricevuto e il tetto massimo concedibile.

Ammontare massimo del contributo.

Per definire il tetto massimo di contributo concedibile, ci si rifà all’articolo 3 del Decreto del 30 marzo 2016 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che definisce quattro differenti categorie di richiedenti:

  • Beneficiari del contributo di cui all’articolo 3 lettera a): in base ai criteri indicati nel bando, il contributo erogabile può essere al massimo pari ad € 8.000;
  • Beneficiari del contributo di cui all’articolo 3 lettera b): il contributo erogabile corrisponderà al numero di mensilità di canoni non pagate e comunque può essere al massimo pari ad € 3.000;
  • Beneficiari del contributo di cui all’articolo 3 lettera c): secondo la valutazione delle domande, il contributo massimo è di € 2.000;
  • Beneficiari del contributo di cui all’articolo 3 lettera d): un numero di 12 mensilità fino alla capienza massima del contributo, che può essere al massimo pari ad € 6.000.

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