Renzi tende la mano al M5S e bastona il PD

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Il gioco di Matteo Renzi 

A che gioco sta giocando Matteo Renzi, uscito dal PD pochi giorni fa per creare un movimento tutto suo – Italia Viva -? Se lo stanno chiedendo in molti. L’ex leader del PD infatti sembra porgere la mano al suo nemico (o quasi) storico, Luigi Di Maio, esponente del Movimento 5 Stelle ed attuale ministro degli esteri del governo Pd Cinque Stelle. 

Le mosse di Renzi sembrano rivolte ad incrinare l’alleanza non molto solida che lega i penta stellati ai dem, magari nel tentativo di imporsi come interlocutore al posto del Partito Democratico. 

L’intervista di Renzi 

Renzi ha rilasciato un’intervista al Foglio di ben quattro pagine nelle quali trapela la sua volontà di prendere con forza le distanze dal PD e di appoggiarsi, così sembra, ai Cinque Stelle. Da ‘cialtrone’, Di Maio è diventato per Renzi ‘un uomo saggio’. L’ex premier fa passi indietro persino sul tanto bistrattato reddito di cittadinanza, che ora diventa una misura che ‘non si può eliminare’. 

Ex nemici, Di Maio e Renzi, e domani chissà. Del resto sembrava a tutti quanto meno distopico che il partito del ‘vaffa’ potesse decidere di governare con i dem, il partito ‘di Bibbiano’ col quale, avevano promesso agli elettori, non sarebbero mai scesi a compromessi. 

Dal PD arriva la risposta di chi ha sentito nell’aria l’odore del gioco di Renzi, che probabilmente spera (e spinge) su una crisi dell’esecutivo per una coalizione, magari, proprio coi cinque stelle. “La smania quotidiana di visibilità logora i governi. Già visto tutto. Si inventano litigi sull’Iva, quando nessuno vuole aumentarla, solo per avere qualche riflettore acceso. Il Pd sceglie la serietà e si impegna sul cuneo fiscale per aumentare gli stipendi” sbotta Dario Franceschini, capo delegazione dei ministri dem. 

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