Ruffini: “Fisco, chi riesce paghi”

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“Chi riesce a pagare paghi”

Chi riesce paghi. Nonostante l’emergenza, chi riesce a pagare le tasse e i tributi dovrebbe farlo, questo è l’appello del direttore dell’Agenzia delle entrate e della riscossione, Ernesto Maria Ruffini, che ha rilasciato le sue opinioni sulla situazione. A marzo era stato stimato un calo delle Entrate di 7,5 miliardi di euro, che invece son stati di 2,5 miliardi di euro. 

“Questa della sospensione è la prima fase, quella dell’emergenza. Bisogna assicurare le risorse per garantire ai cittadini i servizi essenziali. Non c’è dubbio che i soggetti più colpiti devono essere tutelati, ma chi può deve continuare a contribuire e il sistema reggerà”. Una moratoria delle tasse, sostiene Ruffini, non può procedere per tutto il 2020: nessuno Stato potrebbe reggere una situazione simile. 

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“Bisogna dare contributo al Paese” 

Secndo Ruffini, “dopo la cura, ci sarà la convalescenza in cui dovrà essere distinto chi può ancora dare un contributo al Paese e chi no. Questa fase ci sta insegnando a distinguere cosa è essenziale e cosa no. Penso che sia necessario riformare innanzitutto il diritto tributario, eliminando centinaia di norme e cavilli, per semplificarlo, renderlo coerente con il sistema giuridico e produttivo e, quindi, aiutare le famiglie e le imprese a non rimanere incastrate nella rete cavillosa di norme e interpretazioni dobbiamo usare questo periodo di emergenza per preparare una buona riforma di queste due imposte e di tutto il sistema”. 

Il giornalista Gianluigi Paragone ha attaccato Ruffini per le sue esternazioni, sostenendo che “le zone più colpite sono quelle più produttive del Paese. È in Veneto e Lombardia che si concentra il PIL. Ma Ruffini non lo può sapere perché è un burocrate. E poi ci sono le Marche, l’Emilia Romagna e tutti i problemi relativi al turismo. Come pensi di risolvere la situazione facendo l’esattore? Voi non sapete cosa significa fare impresa e stare dietro alla burocrazia, alle norme. E tu, caro Ruffini, sei l’esattore che non vuole capire!”. 

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