Se per l’oCSE 9 euro lordi l’ora sono ‘troppi’

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Dibattito sul salario minimo 

Una catastrofe. Questo è lo scenario che ISTAT, Partito Democratico e OCSE dipingono all’Italia che ‘osa’ pensare ad uno stipendio minimo di 9 euro (lordi, ovviamente) all’ora. Uno stipendio in linea coi costi della vita sempre più alti, per combattere concretamente la povertà di tante, troppe famiglie italiane. Ma ovviamente, c’è chi rema contro. E non sono pochi. E anche l’ISTAT sembra più preoccupato dell’aggravio sulle aziende che della vita dignitosa degli operai. 

Tutti remano contro 

Mentre Di Maio accelera e convoca un tavolo tecnico per parlare del salario minimo, una proposta del M5S che da tempo è sul tavolo, secondo l’economista Andrea Garnero il salario minimo “non è la soluzione alla questione salariale italiana o ai problemi del mercato del lavoro italiano”. 

Non si capisce quale sarebbe la soluzione, a questo punto. Il salario minimo si farà, perchè è nel contratto! E perchè già esiste in molti Paesi europei!” insiste Di Maio. “Nella legge Catalfo (M5S) prevediamo di fissare per legge una soglia di almeno 9 euro lordi l’ora al di sotto della quale non si può scendere. In sostanza, contratti da 3 o 4 euro l’ora come se ne vedono oggi non saranno più consentiti, perchè 3 o 4 euro l’ora non è lavoro, è schiavitù” ha commentato netto il vice premier.

Anche l’ISTAT si preoccupa solamente degli imprenditori. “L’analisi dell’impatto dell’incremento retributivo medio annuo stimato sugli aggregati economici delle imprese con dipendenti (circa 1,5 milioni) consente di evidenziare un aggravio di costo pari a circa 4,3 miliardi complessivi, che, se non trasferito sui prezzi, porterebbe a una compressione di circa l’1,2% del margine operativo lordo ed allo 0,5% del valore aggiunto” commenta. E ai lavoratori? Quelli possono campare anche con 4 euro all’ora. Lo dicono gli esperti. 

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