Terremoto, continuano le scosse mentre aumenta il numero delle vittime: 290 morti

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«Non sarà facile, ma insieme allo Stato, dopo questo sforzo generoso» dei Vigili del Fuoco, della Protezione civile, delle forze dell’ordine e dei volontari «dobbiamo provare a ricostruire». Ha confortato così il presidente Sergio Mattarella una vittima del terremoto di Amatrice che gli ha manifestato il timore sul futuro della città distrutta da sisma. Arrivato in elicottero, prima di recarsi ad Ascoli Piceno, per i funerali delle vittime della zona di Arquata e Pescara del Tronto, il capo dello Stato ha sostato all’ingresso di Amatrice, ridotta in macerie, e ha voluto vedere la scuola elementare crollata.

L’incontro con le famiglie delle vittime

Ha poi portato il suo saluto privato ai familiari delle vittime nelle tendopoli allestite nel palazzetto dello sport e nel campo di calcio, sotto l’obitorio da campo, da dove sono state portate via le salme riconosciute; ma ci sono ancora persone in attesa dei resti dei propri cari, dispersi o in via di riconoscimento. Mamme, fratelli, amici ormai sfiancati dal dolore. Una signora ha avuto un malore proprio durante il giro del presidente ed è stata portata via in ambulanza. Una visita breve ma intensa quella al centro storico, accompagnato dal sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, dal capo della Protezione civile, Fabrizio Curcio, dal vescovo di Rieti, Domenico Pompili, e dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Molte strette di mano agli esponenti delle numerosissime onlus a lavoro sul teatro della tragedia. È un incoraggiamento a continuare con il proprio impegno. Ad Ascoli Mattarella visiterà anche i feriti in ospedale.

Il sindaco: «Non vogliamo diventare terremotati»

«Quando una persona è provata può reagire anche in modo un po’ forte. Noi non vogliamo diventare terremotati. Ma il presidente ci ha rassicurato», ha detto il sindaco Pirozzi, riguardo alle rimostranze di una signora di Amatrice. «Il presidente è rimasto molto colpito dalla visita alla città. Un conto è vederla dalle immagini in tv, un conto è guardarla dal vivo. A lui ho detto che ha una grande fortuna, può legare il suo nome a una ricostruzione bella, con i più moderni criteri di sicurezza e che rispetta la volontà di chi ci abita; da record». E lui? «Mi ha rassicurato».

Mattarella ad Accumoli: «Non vi lasceremo soli»

Dopo Amatrice il presidente della Repubblica si è spostato ad Accumoli, un altro centro colpito pesantemente dal sisma. «Non vi lasceremo soli. Non vi preoccupate, faremo tutto il possibile per starvi vicino», ha detto Sergio Mattarella parlando con gli sfollati del sisma nel campo. Il presidente ha espresso a diverse persone parole di solidarietà e di speranza mentre ai volontari ha fatto i complimenti per l’allestimento del campo.

I funerali

Sono allineate di fronte all’altare nella palestra comunale di Monticelli ad Ascoli le 35 bare delle vittime marchigiane del terremoto. Tra loro anche due bambini. Sabato, infatti, è il giorno del lutto nazionale mentre la terra continua a tremare nel Centro Italia. Alle 11.30 si terranno, alla presenza anche del presidente del Consiglio Matteo Renzi e dei presidenti di Camera e Senato, i funerali solenni dei 35 marchigiani morti nel devastante sisma del 24 agosto. I familiari hanno raggiunto Ascoli dalle tendopoli a bordo di tre autobus. Intanto il bilancio delle vittime cresce: sono stati, infatti, recuperati i corpi di nove persone dalle macerie di Amatrice che portano così a 290 il numero dei morti. Tutto questo mentre continuano le ricerche per estrarre dalle macerie altri possibili dispersi. Il bilancio, infatti, non è ancora definitivo.

Nuova notte di scosse

Quella appena trascorsa è stata un’altra notte di scosse, oltre 90 da mezzanotte alle prime ore del mattino (1.332 scosse dall’inizio dell’evento sismico). L’intensità va sempre più diminuendo rispetto ai giorni scorsi anche se la scossa più forte, quella delle 4.50 in provincia di Ascoli Piceno, ha registrato una magnitudo di 4.0. Un altra notte di angoscia pertanto per gli sfollati del terremoto che vivono nelle tendopoli allestite tra Marche e Lazio. In molti sono continuati ad affluire nel nuovo campo allestito ai piedi del centro di Arquata del Tronto. Anche nelle altre strutture di emergenza, da Accumoli ad Amatrice, si completano gli ultimi servizi e le aree di accoglienza stanno funzionando a pieno ritmo.

Cresce il bilancio

Il bilancio ufficiale delle vittime è cresciuto raggiungendo quota 290 morti e 388 feriti negli ospedali: nel dettaglio, le vittime sono state finora 49 ad Arquata del Tronto (compresa anche la frazione di Pescara del Tronto), 230 ad Amatrice (comprese le vittime finora recuperate nei crolli nelle numerose frazioni) e 11 ad Accumoli.

Aperta una seconda indagine

Dopo la Procura di Rieti anche quella di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo di indagine sul terremoto che ha provocato vittime e crolli nel territorio, in particolare ad Arquata e Pescara del Tronto. Si tratta di un fascicolo a modello 45 (atti non costituenti reato), volto a consentire accertamenti legali, che il Pm Umberto Monti ha affidato ai carabinieri del Comando provinciale di Ascoli, i quali consegneranno al più presto una prima relazione. Il primo incarico affidato ai Cc dal magistrato è stata l’identificazione dei cadaveri e la geolocalizzazione del ritrovamento dei corpi, in base alla quale ricostruire eventuali responsabilità relativa alla costruzione, ricostruzione o consolidamento sismico delle abitazioni. In base ai risultati di questa fase preliminare, la procura deciderà gli altri passi dell’inchiesta.

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