Tra nuovi ingressi e acquisizioni: le software house in Italia

Le software house italiane sono sempre più attive.                                                                  Dalle nuove aziende fino a importanti acquisizioni, con una forte rilevanza anche a livello internazionale, il mondo dell’entertainment, dal gioco ai casinò, è quello che promette gli sviluppi più interessanti. 

Gli ultimissimi dati e i nuovi ingressi nel settore

I dati riportati da Osservatori Digital Innovation (School of Management del Politecnico di Milano) e da Assosoftware parlano chiaro sul successo delle oltre 1300 software house italiane al centro della recente ricerca. Nella gran parte dei casi, anche se di piccole dimensioni, queste hanno comunque ottenuto una crescita costante negli ultimi anni, con un giro totale di affari pari 15,8 miliardi di euro, e con una produttività che sfiora i 159 mila euro per ogni dipendente.                                                                                                       L’ulteriore conferma di tale tendenza viene da alcune, significative, novità di settore, come quella cha ha visto da poco protagonista Entando, software house sardo-californiana – con sede a San Diego ma con base di ricerca e sviluppo tecnologico a Cagliari – la quale ha da poco reso noto un investimento di 11 milioni di dollari per mezzo del fondo“UVT-Growth” del venture capital “United Venture”.

Il comparto “entertainment”: dall’Italia al versante internazionale

Un esempio importante della vitalità e della creatività delle software house italiane viene prima di tutto dal settore dell’intrattenimento digitale, sia nel campo del gioco che in quello dei casinò presenti sul web.                                                                                                                                           Nell’ambito del gaming, la già citata vocazione delle nuove software house verso il panorama internazionale è confermata dalla nascita di “Supernova Games Studio”, che vede in prima linea il publisher 505 Games, il quale – già forte di esperienze di successo, come quelle di DR Studios e Infinity Plus 2 – avrà sede presso gli uffici milanesi di Digital Bros.

Dal lato dei casinò online, le software house sono invece al centro di importanti acquisizioni, come quella che ha visto protagoniste Snaitech e Playtech. La nota software house inglese fondata in Estonia ha infatti, nel 2018, acquisito oltre il 70 per cento dei diritti della società milanese, implementando così la propria presenza nei casinò online italiani ma anche in quelli limitrofi, come i casino online svizzeri, da poco approdati al mondo digitale, dopo l’entrata in vigore, nel 2019, della normativa elvetica.

I game developers “made in Italy” : si può crescere

Nel frattempo, sempre in ambito entertainment, e con particolare riferimento al gaming, recenti ricerche (dati AESVI) parlano di un fatturato per le aziende di videogiochi indipendenti a livello nazionale che solo nel 3 per cento dei casi raggiunge o supera i 2 milioni di euro, con una media che non oltrepassa i 100 mila euro totali.

La tradizione della tecnologia applicata ai videogiochi, come confermano anche ricerche e pubblicazioni specializzate, vedono comunque l’Italia come un campo e come un banco di prova “promettente” nel settore.                                                                                                      Una conferma in questo senso viene, dopotutto, anche da “Land of Wonders”, videogioco/ puzzle-game mobile per iOS e Android di produzione dello sviluppatore Forge Reply, la cui  finalità è quella di promuovere anche all’estero il territorio italiano, così come diffuso anche da un comunicato stampa ufficiale della Farnesina.

 

 

 

 

 

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