“Umidificatore a cosa serve? Perché usarlo? Indicazioni e controindicazioni”

Uno degli oggetti che sta diventando sempre più comune nelle nostre case è l’umidificatore.
Ne esistono di varie forme, colori, con diverse funzionalità e a diversi prezzi. Ma a cosa
serve esattamente un umidificatore, perché utilizzarne uno e quali sono le indicazioni e
controindicazioni se si volesse acquistarne uno?

Umidificatore: a cosa serve?

Questi oggetti sono sempre più popolari perché rendono gli ambienti più vivibili
migliorando la qualità dell’aria. L’umidificatore consente infatti di aumentare l’umidità in una stanza attraverso l’emissione di vapore acqueo aiutando a prevenire i problemi di salute derivanti da una lunga esposizione all’aria secca.

Perché usarlo?

Questi prodotti esistono da tantissimo tempo e sono molto più radicati nelle nostre vite di
quanto si immagini. Da quando il riscaldamento è stato introdotto nelle case, infatti, gli
umidificatori sono diventati oggetti indispensabili. Questi oggetti sono particolarmente
importanti durante le stagioni fredde, quando accendiamo i riscaldamenti. In questi casi lo
sbalzo di temperatura tra l’interno e l’esterno della casa riduce il livello di umidità dell’aria
che, di conseguenza, si “secca”. Questo può creare alcuni problemi: l’esposizione
prolungata a un basso livello di umidità dell’aria può portare a secchezza della pelle,
secchezza nasale e aumentare la probabilità di prendersi un mal di gola o un raffreddore.
Per questo motivo, da quando esistono i termosifoni, la gente ha iniziato ad appenderci dei
vasi di ceramica piena d’acqua che, riscaldandosi, evapora e aumenta l’umidità nella stanza.
Questa forma di umidificatore è ancora presente in alcune case, ma le tecnologie di oggi
consentono di avere degli umidificatori molto più efficienti che emettono una quantità di
vapore sufficiente a portare l’umidità di una stanza ai valori ottimali.

Indicazioni e controindicazioni

Se stai considerando di acquistare un umidificatore devi tenere a mente che ci sono diverse
variabili da tenere in considerazione. Innanzi tutto bisogna considerare che esistono due
diverse tipologie di umidificatori: i dispositivi a caldo e i dispositivi a freddo.
I dispositivi a caldo riscaldano l’acqua attraverso una resistenza elettrica portandola ad
ebollizione per produrre vapore acqueo.
Questo tipo di umidificatore ha diversi i punti di forza, tra cui essere più igienico perché
emette un vapore sterilizzato grazie alle alte temperature, più pratico perché funziona con
l’acqua del rubinetto e consente l’uso di oli essenziali per profumare gli ambienti.
Tra i principali difetti dei dispositivi a caldo rispetto ai quelli a freddo è che bisogna attendere che si riscaldino prima che funzionino, sono generalmente più rumorosi e bisogna tenere a mente che l’acqua inserita raggiunge temperature elevate.
L’altra tipologia di umidificatori è quella dei dispositivi a freddo. Questi non riscaldano
l’acqua, ma emettono ultrasuoni che nebulizzano l’acqua che si disperde nell’ambiente sotto
forma di particelle finissime.
Questi prodotti sono apprezzati perché generalmente più silenziosi, sono in grado di coprire
una superficie maggiore e sono considerati più sicuri perché non necessitano di
raggiungere temperature elevate. Di contro sono più costosi rispetto ai dispositivi a caldo e
molti richiedono l’utilizzo di acqua distillata, che non è sempre facilmente reperibile.

Consigli

A prescindere dalla tipologia di umidificatore che si vuole acquistare, una grande differenza
deriva dalla presenza o meno di un igrometro. L’ igrometro è uno strumento che permette di misurare la quantità di umidità dell’ambiente circostante. Quando un umidificatore ne è
dotato, è in grado regolare l’umidità dell’ambiente in modo indipendente per mantenere il
valore ottimale. Questo strumento è molto utile perché permette di essere certi che il valore di umidità della casa non sia né troppo basso né troppo alto

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