Whatsapp, Telegram e Signal: tutto ciò che devi sapere

WhatsApp cerca di rassicurare gli utenti e impedire loro di spostarsi su altre piattaforme.

Cosa è e cosa rappresenta Whatsapp

WhatsApp è l’app di messaggistica gratuita più utilizzata al mondo di proprietà di Facebook dal 2014. In queste ultime settimane è stata ampiamente criticata per la sua nuova informativa sulla privacy.

Dal 4 gennaio infatti, gli utenti di tutto il mondo si sono allarmati quando l’azienda delle spunte blu ha affermato di riservarsi il diritto di condividere alcuni dati, ad esempio posizione e numero di telefono, con le altre aziende dello stesso gruppo, ovvero Facebook, Instagram e Messenger, per scopi commerciali.

Stiamo parlando dei dati sensibili di circa 2 miliardi di utenti essendo l’app numero uno in 37 paesi e dalla maggioranza delle persone in aree come Europa, Regno Unito, Russia, India e Sud America.

Questo provvedimento in ogni caso non riguarda la europea.

Cosa cambia e cosa rimane uguale

Come riportato in una nota dalla stessa compagnia, consultabile qui, il contenuto dei messaggi che gli utenti invieranno non è a rischio di divulgazione, nè verrà tenuta traccia dello storico delle chat. Rimane garantita la riservatezza delle chat di gruppo  e della lista contatti della rubrica e infine quella della propria posizione al momento dell’utilizzo.

Che informazioni vengono allora condivise con Facebook? I numeri di telefono che chiamiamo attraverso l’applicazione, i dati sulla frequenza di utilizzo della stessa e informazioni inerenti al nostro dispositivo smartphone ed alla connessione internet.

Le Alternative

Nonostante l’azienda della California abbia assicurato agli utenti di non avere accesso ai loro messaggi, chiamate o registri delle chiamate, la tempesta di polemiche ha portato milioni di persone a migrare verso altre piattaforme come Telegram e Signal. Vediamole più nel dettaglio.

Telegram

Dal 4 Gennaio, ovvero quando è stato comunicato il cambio di normativa sulla privacy, Telegram ha fatto registrare numeri da record. Parliamo di 25 milioni di dowload in meno di 72 ore. Tuttavia alcune impostazioni che permettono di risalire alla posizione esatta dell’utente hanno fatto storcere il naso a qualche utente.

Signal è una piattaforma open source frutto dalla mente di uno dei soci fondatori di Whatsapp Brian Acton, dopo che quest’ultimo aveva abbandonato la compagnia in seguito allo scandalo Cambridge Analytica. Il suo intento è quello di offrire agli utenti un’esperienza simile a quella di Whatsapp ma con una maggiore tutela delle informazioni e del Privacy, tant’è che riceve il sostegno dell’organizzazione no-profit Signal Foundation. Proprio per questo motivo ha riscontrato un grande successo tra giornalistiche e personalità che ricoprono cariche istituzionali.

Cosa succederà?

Secondo Sensor Tower, WhatsApp ha registrato una diminuzione del 35% dei download in India, da 2 milioni tra l’1 e il 5 gennaio a 1,3 milioni tra il 6 e il 10 gennaio e nonostante le rassicurazioni espresse tramite comunicati e pagine FAQ dedicate appositamente all’argomento, consultabili sul sito non sembra intenzionata a voler tornare sui suoi passi.

Per adesso l’azienda ha deciso di posticipare di 3 mesi le nuove regole per placare gli animi, la data dell’entrate in vigore della nuova politica sulla privacy è infatti quella del 15 Maggio.

Milano
cielo sereno
12.5 ° C
13.9 °
10.6 °
43 %
2.1kmh
0 %
Lun
12 °
Mar
15 °
Mer
15 °
Gio
15 °
Ven
15 °

Potrebbe interessarti: