Confocommercio e Renzi, è scontro: “Ripresa senza slancio, no aumento IVA”

Matteo Renzi ha partecipato all’assemblea generale di Confcommercio ed ha replicato al presidente Carlo Sangalli, il quale aveva sostenuto che ci troviamo “di fronte ad una ripresa senza slancio e senza intensità. Una ripresa senza mordente che non salta mai la faglia, il crepaccio tra stagnazione e crescita. Il nostro Paese ha ancora molta strada da fare, ma ha certamente le carte in regola per fare meglio”.
Il Presidente di Confcommercio ha inoltre sostenuto che nel giro di un anno “occupazione, consumi, produzione, fiducia, credito, hanno seguito un andamento altalenante non riuscendo a imprimere un cambio di passo”.

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Una critica diretta al Jobs Act, che Renzi come al solito non ha saputo incassare.
Infatti il premier ha replicato con la sua personale visione dell’Italia come un Paese in ripresa: “I segnali di riavvio dell’economia, seppur ancora contenuti e soggetti a incertezza, sono sostenuti dalla domanda interna, che evidenzia l’importanza dei consumi delle famiglie” ha detto Renzi.
Il premier ha anche commentato i dati dell’ISTAT riguardo al numero dei posti di lavoro in Italia, e ha sostenuto che su tali dati molti avrebbero commentato con “rancore ideologico”.

Ha parlato di 455mila posti in più da febbraio del 2014, e poi ha parlato ancora della contestatissima cancellazione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, sostenendo che l’abolizione abbia permesso di assumere.
I dati dell’ISTAT parlano di +242mila occupati su base annua nel primo semestre, anche se la disoccupazione rimane una piaga insostenibile.
Sangalli aveva inoltre sostenuto che un eventuale aumento dell’IVA sarebbe stato un boomerang per l’economia italiana. “Spostare la tassazione sulle cose, quindi aumentare l’Iva, è come lanciare un boomerang. Perché alla fine l’Iva la paghiamo tutti”. Al che Renzi ha ribadito il suo impegno di non toccare l’IVA nel 2017.

Confcommercio ha preso parola anche sul bisogno di riforme economiche nell’ottica di dare speranza alle famiglie in difficoltà.
Commentato i dati sulla situazione delle famiglie italiane, Confcommercio ha sostenuto che la crisi nell’arco di sette anni ha “determinato un forte incremento nel numero di famiglie e di persone in condizione di povertà assoluta: le famiglie assolutamente povere sono quasi raddoppiate nei sette anni di ciclo recessivo”.
Pochi segnali, per il presidente Sangalli, farebbero pensare alla crisi come ad un brutto ricordo.

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