Aucuba japonica: caratteristiche e modalità di coltivazione

La Aucuba japonica è un arbusto sempreverde originario del continente asiatico, facente parte della più ampia famiglia del genere Aucuba (latinizzazione del termine giapponese ‘Aokiba’) che comprende dieci specie diverse, inclusa quella ‘cinese’. La variante japonica (ossia ‘giapponese’) dell’Aucuba è arrivata in Europa nel 18° secolo: fu introdotta in Inghilterra nel 1783 da John Graeffer, il quale però portò con sé solo esemplari femminili, il che impediva la riproduzione degli esemplari. Il problema venne risolto quando Robert Fortune, nel 1861, importò da Yokohama anche degli esemplari maschili.

Da allora divenne particolarmente diffusa come pianta ornamentale, molto apprezzata per il fogliame verde screziato di giallo per il quale venne soprannominata “pianta dorata”. Il successo della Aucuba japonica fu determinato anche dall’ottima capacità di resistere alle condizioni ambientali più avverse, grazie ad un’elevata resistenza. Essendo una arbustiva sempreverde, la Aucuba japonica viene utilizzata prevalentemente a scopo decorativo ma risulta funzionale anche elemento strutturale per l’allestimento di siepi di altezza media; in aggiunta, può essere utilizzata per realizzare elementi di bordura.

Le caratteristiche della Aucuba japonica

Il tratto più caratteristico della variante giapponese della Aucuba è il fogliame: le foglie sono larghe e lucenti, presentano una colorazione verde (non troppo scuro) punteggiata di piccole macchie giallo chiaro (per questo viene spesso denominata anche “variegata”). La pianta non produce una vera e propria fioritura ma, tra aprile e maggio, gli esemplari femminili sviluppano delle piccole infiorescenze rosso brune alle quali fanno seguito delle bacche di colore rosso intenso.

Come già accennato, l’Aucuba japonica è caratterizzata soprattutto da un’elevata resistenza; la pianta, infatti, tollera bene l’inquinamento atmosferico e le condizioni climatiche più disparate, adattandosi a qualsiasi tipo di esposizione solare (benché prediliga l’ombra e la mezzombra) e sopportando anche le temperature particolarmente rigide (fino a -15°). Queste prerogative fanno sì che questa specie sia ancora oggi molto apprezzata (dopo essere stata di gran moda negli anni Settanta) e facilmente reperibile. Chi intende acquistare un esemplare di questa pianta, infatti, ha diverse opzioni a disposizione: rivolgersi ai vivai o ai negozi specializzati oppure affidarsi ad e-commerce di settore. Chi predilige lo shopping online può visitare la sezione dedicata alla Aucuba japonica in vendita su MyGreenHelp per valutare queste tipo di opzione di acquisto.

Modalità di coltivazione

Il periodo ideale per la messa a dimora dell’Aucuba japonica si colloca tra l’autunno e la primavera; bisogna però fare attenzione che il terreno non sia ghiacciato oppure presenti un eccessivo ristagno di acqua (questa specie, infatti, predilige terreni ben drenati e caratterizzati da un’adeguata acidità). Affinché attecchisca, la pianta necessita di una maggiore manutenzione nel corso dei primi anni di vita: la buca deve essere larga e profonda, colma per metà di compost o letame maturo. Una volta messa a dimora, l’Aucuba ha bisogno di essere annaffiata regolarmente, mantenendo una frequenza non eccessiva. Nel caso in cui il terreno non fosse adeguatamente drenato, i ristagni d’acqua possono favorire lo sviluppo di un fungo che attacca le piante e ne danneggia le foglie, facendole diventare nere.

Per quanto concerne la manutenzione, l’Aucuba japonica richiede ben poche attenzioni. In generale, non è necessario approntare una potatura periodica: i rami vanno tagliati regolarmente solo se l’arbusto fa parte di una siepe o compone una bordura. Altrimenti, è sufficiente tagliare i rami secchi o quelli spezzati ed intervenire su quelli troppo lunghi per conferire un aspetto più armonico e regolare alla chioma. Le operazioni di concimazione, infine, vanno riservato al periodo tra la primavera e l’estate, in coincidenza con il momento di maggior sviluppo vegetativo della pianta. Il fertilizzante, meglio se in forma liquida, va somministrato una volta al mese, facendo attenzione a non utilizzarne una quantità eccessiva.

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