Chi è Alberto Radius, stella del rock italiano? L’amicizia con Battisti, età, malattia, band

Alberto Radius, uno dei maggiori chitarristi italiani del rock progressivo, è morto all’età di 80 anni. È noto soprattutto per la sua collaborazione con Lucio Battisti e per la lunga carriera musicale che ha iniziato negli anni ’50. La sua ultima apparizione pubblica è stata al Festival di Sanremo nel 2021, in cui si è esibito al fianco dei Coma_Cose.

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Chitarrista, cantante e produttore discografico, Radius è morto nella sua casa di San Colombano al Lambro, circondato dall’affetto dei suoi cari, la moglie Cristina e il figlio Andrea, all’età di 80 anni, dopo una lunga malattia. Roby Cantafio, cantautore, lo ricorda come un artista di spessore e un uomo dal grande cuore, con il quale ogni chitarrista aveva da imparare qualcosa, e che nella storia del rock italiano è stato un innovatore, amante delle sperimentazioni. Il suo ultimo concerto si è tenuto lo scorso novembre a Vizzolo Predabissi, insieme al cantante e batterista Viki Ferrara e al tastierista Salvatore Bazzarelli.

La carriera di Alberto Radius

Il chitarrista, cantautore e produttore italiano, noto come “eminenza grigia del rock”, Alberto Radius, è morto all’età di 80 anni. Sin dagli anni ’50, ha suonato in diverse band nelle sale da ballo e a Milano, che era considerata la mecca della “generazione beat”, ha sviluppato il suo approccio al suono e agli effetti musicali, utilizzando una chitarra all’avanguardia e sviluppando progressivamente uno stile di fraseggio sempre più articolato che ha spaziato dal rock e dal blues al genere progressive e anche alla musica dance. Insieme a Tony Cicco e Gabriele Lorenzi ha fondato la Formula 3, che è stata prodotta dalla Numero Uno di Lucio Battisti e ha incluso alcuni dei suoi brani, come “Questo folle sentimento“. Parallelamente, Radius ha portato avanti la sua carriera da solista, pubblicando il suo primo album che consisteva in una jam session con alcuni nomi di spicco della scena musicale italiana.

Le canzoni

La carriera di session man di Alberto Radius è stata storica, includendo contributi alla chitarra elettrica per “Nel sole” di Al Bano, “Il tempo di morire” di Battisti e lo speciale di “Mi ritorni in mente”, caratterizzato da un lirismo psichedelico (“Quella sera sera, ballavi insieme a me, e ti stringevi a me”). Ha creato anche il suono moderno e new wave per i brani di Franco Battiato come “L’era del cinghiale bianco“, “Patriots” e “La voce del padrone” (il passo veloce di “Cuccurucucu“, la sospensione della ritmica nel ritornello de “Il vento caldo dell’estate”).

Inoltre, ha collaborato con Alice, Milva, Marcella Bella, Patty Pravo, Giuni Russo, Alberto Camerini e ha addirittura suonato con Stevie Wonder. Gli artisti alternativi di oggi guardano a lui come punto di riferimento e lui stesso apprezzava la nuova ondata rock, come dimostrato dalla sua partecipazione a Sanremo per suonare “Il mio canto libero” con i Coma Cose. Come produttore, ha realizzato oltre 300 album nel suo studio di Milano.

La memoria di amici e famiglia

Gianluca Grignani ha espresso il suo profondo dolore sulla scomparsa di Alberto Radius in un post su Facebook, definendo il suo risveglio come uno dei più amari della sua vita. Grignani ha condiviso i ricordi dei momenti di vita e di musica vissuti insieme e ha descritto Radius come il suo mentore, amico e fonte d’ispirazione. La famiglia di Radius ha annunciato la sua morte dopo una lunga malattia, e ha chiesto rispetto per la privacy. I funerali di Radius si terranno sabato a San Colombano al Lambro, dove viveva.

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