Come affittare una casa arredata a Cremona

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Come affittare una casa arredata a Cremona

Ti stai per trasferire nella magnifica città medioevale di Cremona? O stai cercando di affittare la tua seconda casa qui? L’aspetto storico è l’elemento fondamentale della città: la collezione Stradivari presso il Museo Violino, la splendida Cattedrale rinascimentale, il Battistero e il campanile del Torrazzo con l’orologio astronomico, il palazzo della Loggia dei Militi del XIII con la statua di due figure di Ercole… Una città dall’enorme potenziale.

Ma torniamo a noi, affittare una casa ammobiliata non è molto diverso dall’affittarne una vuota, i tipi di contratti sono i medesimi, essi si diversificano soprattutto per la durata, ovvero:

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  • canone libero;
  • concordato;
  • transitorio;
  • e quello specifico per studenti universitari.

Cosa bisogna fare per affittare una casa ammobiliata a Cremona?

Chi sta considerando di affittare una casa ammobiliata a Cremona, quasi sicuramente ha già una sua abitazione e vuole far fruttare un immobile ricevuto in eredità o la casetta vacanze. In ogni caso è bene sapere come muoversi. La legge infatti contempla diversi tipi di contratti, ognuno dei quali si differenzia per le condizioni contrattuali.

Nel momento in cui si decide di stilare il contratto per una casa ammobiliata a Cremona è bene sapere che è necessario indicare, nel contratto stesso, con allegato specifico, tutto ciò che compone l’arredo (cucina, divano, televisione, letto). L’elemento che ti consiglio di prendere in considerazione per una casa ammobiliata è più che altro uno scrupolo, è rappresentato da un bell’inventario.

L’inventario

Mettiti l’anima in pace, ma si deve procedere a un vero e proprio inventario con foto e descrizioni, di tutto ciò che è presente in casa e che si intende concedere all’affittuario. Questo elenco sarà utile al locatore alla scadenza, potrà verificare che tutto viene restituito nella medesima condizione in cui è stato consegnato, escludendo ovviamente l’eventuale usura dovuta del tempo (divano ad esempio).

Ciò a partire dai mobili fino ad arrivare ai soprammobili, senza escludere elettrodomestici e complementi di arredo, come i lampadari ad esempio, l’inventario può essere contenuto nell’accordo di locazione redatto e vidimato da ambo le parti. Non solo, in questo caso, nel momento in cui si stipula un contratto per una casa ammobiliata il locatore deve fornire delle garanzie riguardati il funzionamento degli elettrodomestici e il buono stato degli arredi, l’affittuario potrebbe richiedere, infatti, una verifica in prima persona o tramite terzi, per tutela personale.

Un po’ di burocrazia per affittare a Cremona

Come anticipato, non è obbligatorio questo passaggio, è una sicurezza in più per tutti la sua presenza nel contratto con clausola ad oggetto la mobilia e tutto quanto concesso in godimento. In questo caso però è bene sapere che la legge prevede diversità per quanto riguarda il pagamento dell’imposta di registro da sostenere, ma non spaventarti, perché è pari al 2% dell’ammontare dei canoni previsti per l’intera durata della locazione. La legge di stabilità prevede che sia dovere del locatore la registrazione del contratto all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla firma; nel caso in cui l’unità a Cremona si trovi in un condominio, il locatore deve informare anche l’amministratore del condominio via Pec o per raccomandata.

Quali requisiti per affittare a Cremona la casa ammobiliata?

Il locatore che decide di affittare la casa ammobiliata a Cremona deve concedere all’affittuario un immobile idoneo all’uso abitativo. Egli è tenuto a garantire che gli impianti (elettrico, idraulico, gas) siano a norma, che tutti gli elettrodomestici (forno, frigorifero, congelatore) siano funzionanti e che vi siano le condizioni igieniche idonee. A questo riguardo, inoltre, è possibile che a Cremona venga richiesta anche la certificazione energetica, in quanto più è alta, più alto sarà il canone, dato che il coinquilino risparmierà sulle bollette.

Altra particolarità della casa ammobiliata è che le spese di manutenzione del mobilio avviene con gli stessi criteri previsti per l’immobile, ovvero, le spese di manutenzione ordinaria richieste per l’usura quotidiana, sono a carico di chi fisicamente ci vive, mentre quelle di straordinaria amministrazione (tipo i balconi) o guasti agli impianti (rubinetteria, ad esempio), sono a carico del proprietario. Dunque ti abbiamo convinto a risparmiare un po’ di soldini?

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