Coronavirus, seconda ondata: la previsione di Ilaria Capua

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Coronavirus

La virologa Ilaria Capua è tornata parlare di nuove ondate dell’epidemia di coronavirus, soffermandosi sui cambiamenti che ha affrontato la società

La virologa Ilaria Capua, in un’intervista rilasciata al quotidiano tedesco Der Tagesspiegel, ha fatto il punto sull’andamento dell’epidemia di coronavirus. In merito al rischio di una seconda ondata in autunno, l’esperta ha affermato: “Difficile dirlo, ma dipenderà da noi, è tutto nelle nostre mani”.

L’ipotesi di una seconda ondata continua a essere un argomento molto dibattuto tra esperti e non, e i pareri si dividono tra chi sostiene che il virus non ritornerà e chi invece teme che possa tornare a settembre, come l’influenza spagnola, con la stessa violenza di marzo.

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Coronavirus, Ilaria Capua sui nuovi focolai

Per Capua, il vero elemento di pericolo è rappresentato dalla velocità con cui il virus è capace di diffondersi: “Il morbillo ha impiegato migliaia di anni per colonizzare il pianeta, quando Sars-CoV-2 ci ha impiegato praticamente un giorno. Una volta che il virus è entrato attraverso le persone che aveva infettato sugli aerei, in breve tempo è arrivato dall’altra del globo”.

“In più, a differenza dell’influenza suina del 2008, non abbiamo gli anticorpi per poterci difendere, il che ha fatto scoppiare tutti i focolai che vediamo nel mondo”, ha aggiunto. Focolai che in Italia al momento destano qualche preoccupazione, ma che in altre parti del mondo stanno provocando una vera e propria strage.

Il direttore generale dell’Oms ha lanciato un appello ai leader mondiali per tenere alta la guardia e “restare uniti”, in quanto “il peggio deve ancora arrivare”. Un’affermazione che non ha trovato il favore di altri esperti, come Matteo Bassetti.

Coronavirus, le opportunità secondo Ilaria Capua

La virologa Ilaria Capua, però, è tornata a porre enfasi sulle opportunità che ha creato il coronavirus: “Il virus ha messo sotto pressione i sistemi sanitari, i dati demografici, i sistemi di trasporto, ha chiarito l’importanza dell’igiene, le regole da rispettare, ha sollevato questioni etiche e sociali. È stato una sorta di stress-test per la società moderna. Ora abbiamo la possibilità di sviluppare un modello per la salute che sia sostenibile. Io la chiamo salute circolare. Dobbiamo rispettare le regole biologiche e quelle del mondo animale. Altrimenti questo stesso ​​sistema imploderà”.

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