Italia di Mancini vince, ma soffre

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Arabia Saudita piegata 2-1 a San Gallo nel debutto della nuova gestione tecnica: a segno Super Mario e Belotti

Debutto vincente per Roberto Mancini sulla panchina dell’Italia. La prima delle tre amichevoli che apriranno e chiuderano l’amara estate degli Azzurri senza il Mondiale viene infatti vinta 2-1 contro l’Arabia Saudita, a San Gallo. Indicazioni da prendere con le molle in questa fase della stagione, ma si è vista un’Italia a due facce, convincente e aggressiva nel primo tempo, lenta, distratta e impacciata nella ripresa al cospetto di un avversario tecnicamente molto modesto, ma cresciuto alla distanza. Uomo-copertina Mario Balotelli, il migliore nei primi 30′: un gol e tanta buona volontà per il centravanti, prima di arrendersi ai crampi.

Il gap tecnico è anche maggiore del previsto, perché basta un’Italia volenterosa e molto aggressiva nel pressing, ma non zeppa di palleggiatori in mezzo al campo, per fare piccola piccola la squadra di Pizzi, che di fatto non supererà mai la metà campo per tutti i primi 25′. Al contrario, il 4-3-3 azzurro sembra il manifesto dei buoni propositi: pressing alto, squadra cortissima, mutuo soccorso tra i reparti. Il tutto con la ciliegina sulla torta di un Balotelli che non sarà capitano, ma fa giodare bene la squadra ed entra in tutte le azioni più importanti. Suo il primo tentativo, un colpo di testa sul fondo su cross dalla trequarti, suo l’invito per Florenzi, il cui tiro viene salvato sulla linea dalla trafelata difesa saudita e suo il gol del vantaggio, al 21′, con un’azione tutta classe e potenza: accelerazione improvvisa sulla trequarti, accentramento, finta di tiro e destro all’angolino basso. Segue la solita esultanza composta, che precede il brusco rallentamento dei ritmi da parte di un’Italia che sceglie di non infierire. La gara allora si trascina senza sussulti, eccetto una rovesciata sul fondo di Romagnoli e una traversa di Criscito a fine tempo, su invito di Pellegrini.

Nel secondo tempo però la musica cambia, inaspettatamente. A poco a poco il ct saudita Pizzi manda in campo i giocatori migliori, risparmiati in vista del Mondiale, ma non può certo bastare questo per spiegare la metamorfosi degli azzurri, che abbassano drasticamente il baricentro concedendo l’iniziativa a una squadra che mostra qualche progresso sul piano tecnico, ma per fortuna sempre poche idee. Balotelli, affaticato già da metà primo tempo, lascia presto il campo a Belotti, molto vivace e autore del raddoppio al 25′, sugli sviluppi di calcio d’angolo. Al-Owais nega il tris a Insigne, ma poi viene fuori l’Arabia Saudita, che accorcia con Al-Shehri su svarione della coppia Zappacosta-Donnarumma e sfiora il clamoroso 2-2 con Al-Muwallad, sul quale si riscatta il portiere del Milan. Mancini urla e sbuffa e comincia ad assaporare la dura vita del ct.

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