La Corte Ue si schiera contro l’ergastolo ostativo

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La sentenza di Strasburgo

C’era da aspettarselo: alla fine la Corte UE ha chiesto all’Italia di riformare la disciplina sull’ergastolo ostativo, cioè l’ergastolo ‘fine pena mai’. In sostanza secondo questa legge chiunque commetta reati particolarmente gravi non può accedere all’ergastolo classico, a meno che non collabora con la giustizia.

Una forma di prigionia dura, una delle più dure, riservate solamente a criminali di un certo calibro (la mente corre subito ai mafiosi). Ma secondo la Corte UE si tratta di una norma crudele, ed eccessiva. La Corte di Strasburgo ha quindi condannato l’Italia ed ha rifiutato di vedere la questione.

Reazione italiana: ‘è un attacco’

Il problema è che il tentativo della Corte UE di uniformare le normative nazionali sulla base di un unico diritto criminale europeo spesso cozzano contro le particolarità sociali e storiche che sono proprie di ogni nazione. Le istituzioni anti mafia si sono ribellate al diktat europeo.

Il presidente della Commissione parlamentare antimafia, Nicola Morra ha detto che “La Corte europea dei diritti umani ha deciso di andare allo scontro con l’Italia. Non siamo in ginocchio, ma oggi siamo stati sconfitti su un fronte importantissimo” ha sostenuto. Alfonso Bonafede, ministro della giustizia, fa il verso: “Non condividiamo nella maniera più assoluta questa decisione della Cedu, ne prendiamo atto e faremo valere in tutte le sedi le ragioni del governo italiano e di una scelta che lo Stato ha fatto tanti anni fa: una persona può accedere ai benefici a condizione che collabori con la giustizia”.

E infine anche Di Maio si schiera duramente contro la presa di posizione europea: “Oggi la Corte di Strasburgo ci dice che l’ergastolo ostativo viola i diritti umani e che dovremmo riformarla. Ma stiamo scherzando? Se vai a braccetto con la mafia, se distruggi la vita di intere famiglie e persone innocenti, ti fai il carcere secondo certe regole. Nessun beneficio penitenziario, nessuna libertà condizionata. Paghi, punto. Qui piangiamo ancora i nostri eroi, le nostre vittime, e ora dovremmo pensare a tutelare i diritti dei loro carnefici? Il M5s non condivide in alcun modo la decisione presa dalla Corte”.

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