Strage di Piazza Loggia, 42 anni dopo. Mattarella: “La giustizia faccia il suo corso”

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Sono passati 42 anni dall’attacco neofascista di Piazza Loggia che provocò otto morti e 102 feriti.
Era il 28 maggio del 1974, a Brescia, in centro, era in corso una manifestazione “contro il terrorismo neofascista”. Una bomba nascosta in un cestino esplose nel mezzo della manifestazione e provocò 8 vittime, e innumerevoli feriti. Per la strage, che bloccò anche le lancette dell’orologio alle ore 10:02, furono riconosciuti colpevoli esponenti del partito Ordine Nuovo. La strage di Piazza Loggia è considerata come una delle più gravi avvenute in Italia durante gli anni di piombo.

Nell’ambito dell’anniversario, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato una nota al sindaco di Brescia, Emilio Del Bono, nella quale si legge: “A quarantadue anni dalla terribile strage, che stroncò vite innocenti a Brescia e sconvolse l’animo dell’intero Paese, è giusto ribadire con forza che la Repubblica italiana non dimentica le ferite inferte da chi voleva colpirne gli ordinamenti democratici, né l’impegno appassionato di quanti dal dolore più grande sono riusciti a estrarre energie civili per ricomporre un tessuto di partecipazione, di convivenza, di solidarietà”.

Il Presidente ha descritto l’attentato come “barbaro” e frutto di un disegno “folle e criminoso”.
Ma la ferita aperta di Piazza Loggia è stata l’assenza per lungo tempo di un colpevole in sede giudiziaria. Anni ed anni di processi, un iter giudiziario complesso e sofferente, di mancanza di prove, di complicazioni.
Tremonti e Maggi, accusati di aver partecipato a vario titolo alla strage, erano stati condannati all’ergastolo nel 2015, nel corso del processo d’appello. Fra l’altro per la loro sentenza, a distanza di ben dieci mesi, manca ancora ogni tipo di motivazione dei giudici.

Il Ministro della giustizia, Orlando, si è presentato a Brescia anche per “dire grazie alla magistratura che ha continuato per anni il suo lavoro”, e ha ricordato la strage con la sua esperienza personale.
Il Presidente Mattarella, in particolare, ha ricordato la necessità “Che la giustizia completi il suo corso”, cosa “fondamentale” per la democrazia e per la fiducia che i cittadini rimettono in essa.

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