Effetto Brexit e Trump: possono influire sulla percezione della lingua inglese?

Non ci sono dubbi, oggi l’inglese è una delle lingue più parlate e conosciute al mondo ed è riconosciuta come la lingua ufficiale degli affari e del mondo del lavoro. Terzo in classifica dopo il Cinese mandarino (primo per l’elevato numero di abitanti che parlano la lingua in Asia) e lo Spagnolo (che conta ben 31 paesi in lingua), l’ inglese è certamente destinato a non morire mai ma bensì ad avere sempre più adepti e persone che desiderano impararlo.

Leggi anche: [wp-rss-aggregator feeds="gossip-largomento-quotidiano"]

Del resto ci sono molte località in Inghilterra e Irlanda ma anche in America e nella piccolissima Malta che sono riuscite  a fare un bel business grazie alle numerose scuole d’inglese che offrono corsi per studenti di tutte le età e di tutte le tasche. Malta ad esempio in soli 316 km2 di superficie comprende più di 30 scuole, un numero abbastanza elevato per un’isola così piccola dove attualmente i maggiori affari si fanno grazie all’igaming ( a Malta ci sono infatti  le sedi dei migliori siti di poker online ) e alle scuole d’inglese.

Ma qualcosa potrebbe cambiare, forse. I recenti fatti di cronaca relativi alla presidenza di Trump e all’imminente attuazione della Brexit hanno cominciato a rivoluzionare non solo il mondo della politica ma anche il modo di percepire la lingua.

Infatti il continuo allontanamento di due paesi importanti come l’Inghilterra e l’America potrebbe causare a lungo andare una sorta di antipatia verso queste due nazioni e di conseguenza anche verso la lingua parlata. Ovviamente, come sosteneva il professore Francesco Sabatini durante una puntata di Pronto Soccorso linguistico, all’interno del programma Uno mattina, andato in onda qualche settimana fa, si tratta solo di supposizioni.

Ma nulla toglie il fatto che la chiusura delle frontiere da parte dell’America e ancora l’uscita definitiva dell’Inghilterra dall’ UE potrebbe essere l’occasione giusta per guardare verso altre lingue e culture.

Del resto, scrive l’ Economist,  «con l’uscita dell’ Inghilterra dall’ Europa quest’ultima si ritroverebbe ad utilizzare come ufficiale una lingua parlata ufficialmente solo dalla Repubblica irlandese (4,6 milioni di abitanti) e da Malta (che ha 420 mila abitanti) che inoltre usa l’inglese come idioma “co-ufficiale” e ha come prima lingua il maltese». L’inglese sarebbe dunque in minoranza linguistica e questo comincia a far gola ad altri paesi come la Francia e la Spagna che sognano già che il loro idioma possa diventare la lingua ufficiale.

Tuttavia è improbabile che questo avvenga, perché anche se i paesi che parlano inglese si ridurrebbero notevolmente sono moltissimi quelli che lo parlano come seconda lingua, mentre invece sono molto pochi quelli che conoscono anche francese e spagnolo.

Senza l’influenza della Gran Bretagna potrebbe anche cambiare il modo in cui si parla inglese. Come è ben noto quello parlato nel Regno Unito è considerato molto più puro e perfetto rispetto a quello usato in altri paesi come l’ America, l’ India o l’Irlanda stessa, dove lo slang influenza e cambia il significato a molte parole.  Questo significherebbe dunque una lingua tutta nuova (che forse farebbe storcere il naso ai puristi) e piena di nuovi termini e significati.

Anche se sicuramente tutto questo non succederà e a livello linguistico non cambierà niente, la Brexit e l’operato di Trump apporteranno probabilmente  molti cambiamenti politici ed economici.

Molte aziende stanno già lasciando la Gran Bretagna, JP Morgan e Deutsche Bank sono un esempio, e in America molte multinazionali, da Toyota a Foxconn, da Bayer a Fca, sono state costrette a regolarizzarsi per evitare sanzioni e problemi da parte della Casa Bianca ma soprattutto con la speranza di creare nuovi posti di lavoro per gli americani.

Non mancano le critiche di personaggi influenti del mondo della politica e persino del cinema (ricordiamo il battibecco tra Meryl Streep e Trump ad esempio) i quali non sono ancora del tutto convinti dell’operato di Trump e delle posizioni anti europee di Theresa May.

È ancora presto tuttavia per definire quali possano essere i reali effetti di questi due importanti avvenimenti storici nella politica e nella società  mondiale. Bisogna solo aspettare e magari sperare che in fondo non cambierà nulla.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *