Continua la strage dei migranti, 700 morti in tre naufragi

La strage di migranti nel Mar Mediterraneo continua senza soste.
L’Europa si dimostra incapace a gestire un’emergenza che costa un tributo di vite altissime, e che è obbiettivamente assai difficile da affrontare in maniera compiuta. Le stragi dovute agli affondamenti dei barconi che provengono dal Nord Africa hanno provocato, solamente negli ultimi quattro giorni, almeno 700 morti. 
Ma il bilancio potrebbe essere molto più tragico di quello che appare: infatti l’Unhcr ha sostenuto che almeno cento persone mancano all’appello dei profughi che si trovavano sulla nave naufragata giovedì.

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Giovedì una barcone trainava un’altra barca che non aveva motore, quando quest’ultima, capovolta, è affondata, molte persone sono morte.
25 sono riusciti a raggiungere il barcone, 79 sono stati salvati. 15 i cadaveri recuperati. Invece venerdì un altro naufragio ha causato almeno 45 morti, e molti dispersi.
Al largo della Libia la nave militare Vega ha recuperato moltissimi immigrati, almeno 629, e 45 corpi caduti in mare, fra cui tre minorenni di età compresa fra sei mesi e due anni. La Vega ha poi attraccato a Reggio Calabria.

Il recupero è stato effettuato nel corso dell’operazione Mare Sicuro, da parte della Marina Militare, dopo che un elicottero aveva segnalato il barcone a circa 40 km dalle coste della Libia.
Non c’è ancora nessuna certezza sulla causa del naufragio, anche se le cattive condizioni dei barconi dovrebbero di per sé bastare a comprendere perché la maggior parte di essi non sopravvive allo sbarco. A Palermo è attraccata invece la nave Bourbon Argos, che porta con sé almeno seicento persone provenienti dall’Africa centrale, e partiti dalla Libia. Fra queste persone vi sono anche 15 donne incinte, di cui una minorenne, rimasta incinta dopo essere stata violentata, e che è stata affidata ad una troupe di psicologi perché visibilmente provata e spaventata.

Il tema della violenza sessuale sui migranti è più che mai attuale, e molti profughi ne subiscono, anche se dopo ovviamente non denunciano.
Sono stati rilevati anche casi di tortura, percosse con spranghe (addirittura alcuni migranti presentano fratture spiegabili con questa pratica), reclusione.
Sono stati arrestati nel frattempo almeno tre uomini accusati di essere scafisti. 
Preoccupante anche il fatto che sia stato rintracciato un gommone di migranti che cercava di raggiungere il Regno Unito, segno che gli scafisti stanno tracciando nuovi (e pericolosi) percorsi alternativi per arrivare in Europa.

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